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Stranezze

02/04/2017

Un giorno spero non lontano qualcuno ci farà capire la strana dinamica della mentalità collettiva, operante a diversi livelli e strati sociali, di questo primo quasi-ventennio del ventunesimo secolo, e dell’ultima parte del secolo scorso.

Riassumendo: la scuola elitaria del Novecento è il male! Non è giusto che la cultura sia esclusiva! Quindi apriamo la scuola alle masse con scuola media unificata, accesso libero a ogni tipo di scuola superiore e università.

Però poi. La cultura è difficile: abbassiamo le pretese! Statuto degli studenti! Non è giusto che studino e basta, anche loro hanno diritto al divertimento!

Però poi. La scuola deve professionalizzare gli studenti, formarli, per il mondo del lavoro! Servono le competenze! La cultura è troppo libresca!

Da cui. Tutti possono fare tutto! Ho visto un video su Iutub in cui gli angeli si accoppiano con gli umani e nascono gli ibridi, mentre gli alieni costruiscono le piramidi in Egitto e impiantano i microchip sotto pelle dei piloti di aereo che rilasciano sostanze tossiche dagli scarichi degli aerei. O, senza esagerare e senza tirare in ballo branche del sapere come la medicina in cui si mette in gioco la vita delle persone, petizioni per l’introduzione del genere neutro in italiano, proposte da gente che ovviamente non ha la minima idea di che cosa significhi e di quali processi si componga l’evoluzione di una lingua: linguistica, letteratura sono cose alla portata di tutti, tutti ci possono mettere bocca, e se obietti qualcosa sei un noioso parruccone che oltretutto vive di cultura e si disinteressa della vita vera; i più arditi ti urlano in faccia «Studia!». E simil discorso possiamo farlo per la storia, soprattutto quella non contemporanea in quanto non agiscono motivazioni politiche “calde” (fascismo, comunismo, questione ebraica, sfruttamento, questioni sociali eccetera). Quanti esperti di antico Egitto, di storia romana, di origini medievali del proprio borgo, di passaggi napoleonici o garibaldini ci sono nella sola Italia? E poi si finisce come il presidente del FAI, il quale magnifica l’operato dei volontari rispetto a quello dei professionisti nel campo della conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Che poi spesso i volontari, in questo campo, siano dei professionisti impiegati gratuitamente o quasi, è altro discorso.

Quindi: prima si vuole l’istruzione di massa, poi la si scredita e la si depotenzia. Mi sa che Nietzsche aveva ragione quando parlava di risentimento.

Non so, i pezzi del puzzle magari comporranno una figura coerente, ma non riesco a metterla a fuoco con precisione. Forse perché non mi piace. Forse perché effettivamente mi manca qualche pezzo. Forse perché la figura non è poi così coerente.

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