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Del parlare a spiovere

01/09/2016

Rientrano nel mio concetto di inciviltà anche coloro che parlano a spiovere, senza sapere ciò di cui parlano.

No, non sto parlando degli sciachimicari, degli antivaccinisti, di quelli del chip sottopelle o della Kyenge che vuole sostituirci con i negri: per quelli bastano gli sbufalatori come David Puente o lo staff di Bufale.net o di BUTAC (che quando non si lascia andare a inopportune considerazioni politiche, ivi comprese le imbarazzanti difese di certe esternazioni di certi ministri, o a sparate contro “il corpo docente italiano” svolge un servizio meritorio). E infatti sono generalmente sputtanati, e chi continua a fidarsi o è in malafede o è semplicemente pigro: informarsi correttamente non è poi così difficile, basta del senso critico e un minimo di sale in zucca, sapere dove andare a cercare le informazioni.

Invece, molto più pericolosi sono quegli opinionisti, giornalisti, insomma gente studiata e che ha un nome, i quali scrivono cose inesatte, senza informarsi perché o sono convinti di saperla lunga, o perché semplicemente hanno una tesi da portare avanti e sai com’è, i fatti potrebbero essere di intralcio alle loro convinzioni. Il problema serio è che generalmente a questi non si ribatte, oppure il dibattito che ne segue sembra sempre quei dibattiti in cui vabbè sono opinioni a confronto e invece no, non è così, perché le loro affermazioni, molto tendenziose, si fondano sulla scarsa conoscenza del problema, o sullo scarso approfondimento, e in ogni caso, a differenza dei cepponi illetterati che credono realmente che la Boldrini vuole tassare la carne di maiale, hanno tutti gli strumenti per evitare di scrivere inesattezze, e vengono considerati seri professionisti che mai mai mai scriverebbero cose men che vere. Al massimo, come detto, le loro sono opinioni, su cui si può non concordare, ma usano argomenti razionali, sono convincenti, dicono le cose come stanno, senza romanticismi, senza indulgenze, impietosamente ma con senso della realtà. E poi i loro discorsi sono fondati su dati, vorrete mica confutare i dati? E invece…
Faccio giusto giusto quattro nomi:

  • Fabrizio Rondolino, editorialista dell’Unità.
  • Piercamillo Falasca, sarnese, direttore editoriale di Strade, già nello staff di Benedetto Della Vedova (non so se lo sia ancora), già in Scelta Civica (anche qua non so se sia ancora in Scelta Civica), compare ogni tanto in tv come ad esempio durante l’ultima campagna referendaria, quando era il frontman degli Ottimisti e Razionali, orientati per l’astensione.
  • Massimo Famularo, anche lui sarnese, blogger sul Fatto Quotidiano, redattore di Noisefromamerika, si occupa di gestione investimenti in una posizione alquanto elevata, stando al suo CV. Lo conosco personalmente, e ho la ferma intenzione di togliergli il saluto quando mi capiterà, e mi capiterà, di incontrarlo. Per il momento mi sono liberato del libro che 15 anni fa regalò a mia madre, che ritengo che si trovi più a suo agio nella sede del PD, sotto la cui porta l’ho lasciato una decina di giorni fa.
  • Oscar Giannino, anche lui volto televisivo più per il suo modo eccentrico di vestire che per le sue dimenticabili opinioni, già candidato premier (lo so, lo so che non si vota per il premier, ma è innegabile che dal 1994 il capo coalizione è colui che verrà proposto dalla coalizione vincente come presidente del Consiglio al presidente della Repubblica durante il giro di consultazioni) per Fermare il declino quando si scoprì che dei titoli di studio che vantava non ne aveva conseguito nemmeno uno.

Questi quattro signori si permettono di scrivere sulla scuola. Agevolo link:

Confesso che mi rompo il cazzo di ribattere tanto alle gianninate sugli asini dei concorsi (faccio solo notare che nelle classi di concorso di latino e greco non si traduce, e mi rimetto alle parole tanto di Claudio Giunta quanto di Mariangela Vaglio), quanto alle falascate e famularate sui posti mancanti. Per quanto riguarda Rondolino, ho aderito alla querela collettiva dei partigiani della scuola pubblica contro di lui.

Mi permetto di segnalare alcune persone che, invece, la scuola la vivono o che quantomeno attivano il cervello: Monica Capo, Mariangela Vaglio e soprattutto Sandra Zingaretti, la “sindacalista pazza” tanto invisa a Rondolino. E altri che senz’altro sto dimenticando.

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