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Ci ho preso gusto, ormai

12/04/2012

Ebbene sì, esco di nuovo fuori tema, miei piccoli puffi cari lettori, per fare un’altra marchetta recensione di un qualcosa di letterario (non abbiamo ancora capito se si tratta di un romanzo breve o di un racconto lungo), che è pubblicato on-line a puntate su un blog che trovate a destra, nel blogroll. Si tratta di Alieni in Italia, opera prima (ancora! ancora!) di una giovane scrittrice (ancora! ancora!) marchigiana (ah beh sì beh) che si firma Avstron (il nome se vuole ve lo dice lei). È un progetto ancora in corso, pubblicato quasi da un anno, a puntate (con licenza Creative Commons cc by-nc-nd 3.0, da brava wikipediana adotta licenze libere), e -colpo di scena- vede il sottoscritto nella veste di proofreader. Anche per questo lo recensisco. No, non è vero, anzi, è vero il contrario, ho accettato di collaborare gratis et amore Dei perché mi piace, la ragazza scrive bene cose interessanti, tant’è che i miei interventi ogni volta si limitano a poche cose, più che altro commenti su questa o quella sequenza.

La storia è questa: la Terra è invasa da una colonia di alieni che tendono a sostituirsi agli indigeni uccidendoli. L’obiettivo poi si sposta sull’Italia (con riferimenti alla situazione politica e sociale attuale) e incontriamo una giovane marchigiana, Betta, nella cui vita piomba uno dei debellatori di alieni, lo svedese Erik, cui la ragazza, dopo varie titubanze, si unisce -anche sentimentalmente e carnalmente, ma c’era da aspettarselo- entrando a far parte della squadra di debellatori armati di coltello per ferire il sospetto alieno ed esaminarne il sangue (gli alieni hanno sangue giallo o bianco, a seconda della tipologia) e di martello per uccidere gli alieni. Durante la disinfestazione di una tana di alieni, una specie di ampio formicaio, i debellatori vengono attaccati ed Erik rimane ferito, così temporaneamente della coppia resta solo Betta a lavorare sul campo, però in seguito a una chiamata, Erik, all’insaputa di Betta e della famiglia di lei, torna a operare attivamente. Qui si ferma la nona puntata, e qui mi fermo anche io per non rovinare la sorpresona (ehhh) ai miei 2,5 lettori affezionatichemiseguonosempresalutiamomammaepapà.

La scrittura è appassionante, mai noiosa o pesante, i capitoli sono brevi e anche questo contribuisce alla maggiore leggibilità. Si avverte anche un lento ma costante trapasso della tonalità generale della narrazione verso il cupo e il drammatico, soprattutto nei capitoli in cui l’io narrante non è più Betta, ma Erik, tormentato dai ricordi, da un passato che pian piano affiora, e anche dalle sue paranoie.

Ogni puntata è corredata da note di vario genere, esplicative, di approfondimento o semplici commenti o divagazioni.

 

Ma oltre al contenuto, davvero buono, c’è anche una confezione che aumenta il piacere della lettura:

  • Avstron ha raccolto i primi sette capitoli in due fascicoli virtuali sfogliabili (il secondo ancora senza note, ma presto arriverà anche la sezione con note) anche in versione ePub per ebook readers (ma quanto siamo tennologgici); ovviamente i capitoli sono scaricabili anche singolarmente ma solo in PDF, con e senza note;
  • ci sono apposite sezioni di corredo, con presentazioni dei personaggi, approfondimenti sulla vicenda, sulle tipologie di alieni, disegni dell’autrice eccetera;
  • esiste anche una versione inglese;
  • addirittura Avstron si è inventata il blog di Betta, in cui si possono leggere antefatto e retroscena del narrato, dal punto di vista della protagonista, come se fosse “in tempo reale” rispetto alle vicende che Betta stessa narra nel racconto-romanzo-quellocheè. C’è anche un tumblr, che consente ai lettori di porre delle domande.

Tutto questo mostra il grande impegno e la passione che Avstron sta profondendo nella stesura di questo testo che, siccome meriterebbe miglior fortuna, promuovo anche qui sul mio blog anche se c’entra gnente con l’inciviltà delle persone. Leggetelo, ne vale davvero la pena.

Anche questa marchetta recensione è finita, andate in pace.

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6 commenti leave one →
  1. 13/04/2012 10:13

    🙂
    mi piace un sacco il modo in cui scrivi! 🙂

  2. 22/04/2012 02:00

    Ma comm si brav ❤

  3. Sofia permalink
    08/05/2012 10:52

    La messa è finita. Alla prossima marchett…cioè alla prossima D-O-M-E-N-I-C-A
    (La verità è che ho letto solo la prima,fermandomi a puffi, e l’ultima frase…sono davvero curiosa di sapere che cosa può unire il micromondo puffoso con una marchetta o una messa. Ho capito, andrò a leggere.)

    • 08/05/2012 12:08

      Leggi leggi che è bello. Ovviamente, visto che ci ho messo le mani anche io.

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  1. Alieni in Italia – recensione anomala | Q.I. – Qualcosa d'interessante

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