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Della luna e del dito, ovvero quando si festeggia il Carnevale sotto Pasqua

22/03/2012

Quest’anno il Carnevale Sarnese è stato un po’ così, diciamo. Perché il 21 febbraio c’è stato l’ennesimo episodio di forte vento, ennesimo perché Sarno è il paese del vento e quest’anno Eolo si è scatenato, come peraltro si scatenò l’autunno prima della frana (sì, abbiamo avuto la frana qui, non vi preoccupate, cari i miei pochi lettori, se non ve la ricordate, ci sono un sacco di esimi miei concittadini che sembrano proprio aver dimenticato l’episodio, chiuso in un cassetto sotto un cumulo di baldoria e casino, con buona pace della targa sul palazzo del Municipio con San Martino del Carso di Ungaretti). Ma speriamo che non succeda nulla, anche se proprio l’altro ieri notte qualche persona di buon cuore ha pensato bene di incediare il Monte Saro.

Comunque torniamo al Carnevale Sarnese. Rovinato (ah che peccato) dal vento forte, che peraltro non ha impedito la sfilata rumorosa dei carri, limitandosi a danneggiarli una volta giunti al centro del paese, e quindi ha sottratto preziosissime ore di baccano infernale e di gioia e allegria per chi abita nelle vicinanze del raduno dei carri, è stato spostato, prima all’11 marzo, ma c’era ancora vento, poi al 18 marzo.

Polemiche. Perché? Perché è Quaresimaaaaa non si festeggia il Carnevale in Quaresimaaaaaaa. Come se fosse questo il problema, come se Dio, qualora esistesse e non è detto esista, anzi, guardasse a queste minuzie. Peraltro se guarda a queste minuzie non è che ci fa una bella figura, dopotutto non era Sodoma e Gomorra, era una rompipalle di sfilata di carri allegorici con tanto di strade chiuse (il centro di Sarno è costituito da pochissime strade, le chiudi e hai paralizzato un paese, capito amministrazione comunale? Anche basta eh chiudere le strade per queste stronzate). Che poi, superstizione per superstizione, magari il fatto che sabato grasso è piovuto, martedì grasso si è alzato il vento di Sarno e l’11 marzo anche, magari non può essere interpretato come un segnale divino?

Uscire la domenica pomeriggio e non trovare un parcheggio (mi sono dovuto arrangiare mooolto fuori mano) e soprattutto tremare con la macchina passando per il luogo dove c’erano i carri e non riuscire manco a sentire l’autoradio, tanto alto era il volume della musica, questo non è niente di fronte al peccato grave di festeggiare Carnevale in piena Quaresima eh? Come al solito, quando il dito indica la luna, i sarnesi guardano il dito. Polemizzano gli pseudocristiani da strapazzo con gli organizzatori del Carnevale che dal canto loro se ne escono con perle tipo “eh ma c’era un anno di lavoro, sarebbe stato offensivo buttare un anno, rispetto per chi ci lavora”. E rispetto per chi si trova la strada dove abita chiusa per ore? Rispetto per chi ha il pavimento e i vetri che tremano perché a Sarno si festeggia il Carnevale come a Rio de Janeiro? E poi ho letto scaricare le colpe sui deejay che tengono le musiche alte. Se i deejay lo fanno significa che c’è richiesta (da parte degli stessi che poi gli scaricano addosso il barile) e c’è tolleranza da parte di chi dovrebbe vigilare e di chi concede autorizzazioni con una indecorosa superficialità. E poi si ciancia di rispetto.

Usassero appropriatamente le parole, cialtroni che non sono altro.

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