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È passata ‘a prucessione: pure chesta è tradizione! (cit.)

29/05/2011

Premessa: sono ateo quindi inevitabilmente questo post ne risentirà, per quanto io mi possa sforzare di vedere le cose a prescindere dall’esistenza o no di una qualsiasi divinità, solo con gli occhi della persona laica, che osserva un fenomeno dall’esterno, senza parteciparvi, e ne è infastidita per ragioni che non coincidano con il credere o no.

Ora, la religione è un fatto personale. C’è chi crede, chi non crede, chi semplicemente se ne frega, chi non si è mai posto il problema. Il mondo è bello perché è vario, o almeno così dicono, e la libertà di culto – o di non culto, aggiungo – è una delle conquiste della modernità cui una civiltà che veramente voglia dirsi tale non dovrebbe mai rinunciare. Perché ognuno ha il diritto di professare il proprio culto o di non professare nessun culto, senza imposizioni dall’alto né dal basso, senza intolleranze né invadenze in quello che è uno dei campi più privati della vita umana.

Detto ciò, qualcuno mi spieghi perché ogni tanto (soprattutto in primavera o alla fine dell’anno solare) paesi e città diventano di fatto ostaggi di chi, professando il proprio culto, porta a spasso per le strade una statua, e tutti a starle dietro che sembrano gli ignavi del terzo canto dell’Inferno. Qualcuno mi spieghi perché io, che non credo nel Dio cristiano, né nella Madonna né nei santi, devo essere limitato nella mia libertà di muovermi, devo guardarmi la loro processione, sentirmela nelle orecchie con tanto di canti, suoni della banda e gli immancabili, fastidiosissimi botti, sparati a volte sotto gli edifici, che se lo fanno persone autorizzate da un prete e dal Comune va bene, se lo fanno i ragazzini è teppismo. Come? Ah, scusate, non è teppismo, sono ragazzate.

Ad ogni modo, perché vengono chiuse le strade di un paese, di una città che non si trovano sotto la giurisdizione del Papa, perché il sindaco nelle sue funzioni, con tanto di fascia tricolore, e tutti gli assessori, devono non solo autorizzare quest’invasione, ma addirittura porsi alla loro testa? Ma siamo un Paese laico o cosa? Perché portare in processione la statua? Perché paralizzare un paese, una città con queste superstizioni da Medioevo che se un Dio ci fosse dovrebbe sentirsene offeso? Perché rompere i timpani a chi non crede o imbottigliarlo nel traffico costringendolo a muoversi con l’auto a passo d’uomo perché i credenti (di facciata o no) devono esibire la loro religiosità (sentita o meno) sbattendola in faccia a tutti?

 

 

 

 

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2 commenti leave one →
  1. Sofia permalink
    28/06/2011 21:52

    La processione è passata, e anche questo post ha fatto il tuo tempo. Ne vogliamo uno nuovo!

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