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Mele pere banane arrotino ombrellaio materassi macchinine pigiami!

25/03/2011

Qualcosa di davvero insopportabile è poi subire l’assalto dei venditori ambulanti con macchine, furgoni e treruote, tutti con i loro bei megafoni montati sul tettuccio e puntati dritti dritti nelle orecchie altrui. L’ennesima overdose di rumoracci e strilla fastidiose. Vendono di tutto, frutta e verdura, giocattoli, pigiami, materassi, detersivi, biancheria intima, pane, per non parlare della lobby dell’arrotino-e-l’ombrellaio (lasciamo perdere dove gli metterei gli ombrelli da riparare). Tutto rigorosamente senza scontrini, ricevute, ma questo ovviamente è un dettaglio. La gente si affolla non appena vede uno di questi che arriva, manco le importa cosa venda, «ce lo porta sotto caaaaaaasaaaaaa, è coooooooooomodooooooooo», magari si risparmia grazie al fatto che non emette ricevute. Il fatto che questa gran comodità e questo gran risparmio abbia come controparte un gran fastidio e l’impossibilità di riposare ovvero di svolgere le proprie attività (provate a fare una telefonata con uno che sotto la vostra finestra urla dal megafono «’E paparuol! ’E paparuol! ’E ppatan! Accattatv ’e vruoccol!» (1) per un buon 5 minuti d’orologio) poco importa.

Stiamo continuando a barattare la qualità della vita in nome di presunti vantaggi (quelli che si precipitano dal terzo piano per comprare laqualsiasi dal venditore sono le stesse persone che si scocciano di andare al supermercato a 50 metri), perché non è percepito il problema, è ritenuto normale che venga un tizio sotto casa a urlarti con il megafono la merce che vende, è ritenuto normale non evolversi, è ritenuto normale che un camioncino pieno di patate si fermi in una via stretta bloccando il traffico perché deve vendere e la gente deve comprare (sì, succede. Piccoli negozi ambulanti. E tanti coglioni allegri e felici che si scelgono il sacchetto di patate convinti di aver fatto un affare mentre nelle auto incolonnate si consumano psicodrammi).

L’unico modo per liberarsene è far sì che non abbiano mercato, vale a dire non comprare da loro. Sì, vabbè, buonanotte.

(1) «Peperoni! Peperoni! Patate! Comprate i broccoli!»

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5 commenti leave one →
  1. Anna permalink
    21/09/2012 12:09

    Sono con te in ogni parola che dici. Vivo in sicilia e so quello che significa. Non tutti la pensano come noi purtroppo.

    • 21/09/2012 13:26

      Grazie, però qualche timida speranza c’è, sai? Mi sono fatto un “giro” in qualche normativa comunale, e ho trovato belle sorprese. Sai ad esempio che a Firenze, a Galatina (LE), a Bardolino (VR) e presumo anche altrove, la pubblicità fonica è vietata? Ecco, se si prendesse esempio da questi comuni civili (non oso sperare che ci sia una legge dello Stato, in questo momento sono in tutt’altre faccende affaccendati), si risolverebbe la situazione. Coraggio, Anna.

  2. Muha permalink
    05/01/2013 21:34

    Sei fortemente STRESSATO.

Trackbacks

  1. Adversus parulanos (sono laureato in lettere classiche, pardon) « Scontro d’Inciviltà

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