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Cosa vuole quel cretino, cosa suona, cosa spera di fare? (cit.)

13/03/2011

Incivile, cafone, rozzo, senza rispetto, stupido… Come vogliamo definire chi suona il claxon inutilmente? Fate un po’ voi: in questo blog si vorrebbe solo richiamare alla mente delle persone normali e civili quanto sia fastidioso, irritante, l’uso improprio della segnalazione acustica (che a termini di legge è sempre vietata nei centri abitati). Quanto aggiunga rumore molesto all’abbondanza di rumori molesti che travolgono le nostre vite.

Il claxon, come ho detto prima, è vietato in ogni circostanza nei centri abitati, tuttavia si tende, ed è anche giusto, a chiudere un occhio qualora venga utilizzato in caso di pericolo, per scongiurare tragedie. Ma comunemente i suoi usi sono i più assortiti, e da segnalazione acustica esso si fa strumento musicale per molteplici prestazioni: dal saluto, al richiamo come sostitutivo di telefoni-citofoni-campanelli, dal messaggio commerciale, al gioco divertente per i propri bambini (che logica­mente vanno educati sin da piccoli a produrre rumori inutili e fastidiosi e a spaccare i timpani al proprio prossimo), all’affermazione di sé, nel senso di suono dunque esisto. È il verso del cerebroleso. Il cane fa bau bau, il gatto fa miao miao, il cuculo fa cucù, il gallo fa chicchirichì, lo scemo strombazza con il claxon, godendo di più quanto più il suo claxon è potente e rumoroso. O se fa la musichetta, come quei tifosi anni ’70-80 che montavano sulle macchine le trombette che suonavano la Marsigliese, Yankee Doodle o Colonel Boogey (per fortuna però non se ne vedono più molti, di questi tipi di claxon e di idioti).

Ma il massimo è quando lo strombazzomane si crede Giorgio Gaber in Torpedo blu e suona il claxon sotto casa di parenti, amici o conoscenti per farsi aprire il portone o per sollecitare il parente, l’amico o il conoscente a uscire di casa. È purtroppo un comportamento assai diffuso, anche tra gli insospettabili, soprattutto nelle nostre zone. Persone del genere forse non sanno che esistono da un bel po’ i citofoni. O forse hanno perso l’uso delle gambe. O forse sono solo cafoni. Chi strombazza non rispetta gli altri, mettiamocelo bene in testa. Partecipa i fatti suoi a tutti, anche a chi non lo co­nosce, anche a chi sta facendo altro, anche a chi magari non vuole essere disturbato. E il bello, anzi il brutto è che, spesso, lo fa senza neanche rendersi conto del fastidio che dà, e se uno glielo fa notare o risponde male o ci resta male, come se gli fosse stato rinfacciato il fatto che respira. Anche questo è inciviltà diffusa, anche questo è pensiero unico, considerare normale ciò che normale non è. Un’aria mefitica e appestata che respiriamo tutti, illudendoci che sia aria purissima d’alta montagna. E in­tanto spicchi di libertà (anche quella delle orecchie è libertà, anche quella di non essere di­sturbati dal gallo cedrone di turno è libertà) se ne vanno via, inghiottiti dal gigante­sco e prevaricato­re aspirapolvere della stupidità umana.

Le cose, va da sé, non cambiano quando si tratta di cortei nuziali o sfilate calcistiche (come notano anche Fruttero e Lucentini nel solito, magistrale articolo del 1985), anzi si aggravano. Sono l’equivalente, e l’antesignano, della sparata di fuochi: una cosa che dovrebbe essere esclusivamente ad uso e consumo solo dei diretti interessati e invece viene estesa a tutti. A tutti. Un’usanza fastidiosa, che da sola basterebbe a qualificare chi la segue. E per di più anche inutile. Proprio non riesco a capire il senso di questa “tradizione” (già, proprio un’antichissima tradizione: recenti studi hanno messo in luce che gli uomini delle caverne, homo non troppum sapiens sed in compensum multum burinus, quando si sposavano giravano per le lande in groppa a dei dinosauri cui tiravano la coda o qualcos’altro per farli gridare…). È l’apoteosi dell’insensatezza, la fiera dell’imbecillità, l’acme della mancanza di rispetto. Come altro definirla? Fate un po’ voi. Io non ho il tempo e la calma di trovare altre definizioni, devo correre a comprarmi dei tappi per le orecchie e ad insonorizzare le pareti di casa mia in vista dei prossimi matrimoni, sfilate, sparate di fuochi e quant’altro…

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3 commenti leave one →
  1. 17/03/2011 22:48

    Fortunatamente abito in una zona in cui il clacson significa solo incidente potenziale oppure che è successo qualcosa, ma ammetto che quando l’autista medio inizia a sfogare la sua frustrazione prendendolo a pugni tanto per, non può che far altro che accrescere l’isteria di massa.
    Il bello è che 9 volte su 10 si accompagnano i decibel del clacson anche con le urla e le imprecazioni, creando un concertino che ehm, non definirei un balsamo per le orecchie e per i nervi.
    Ma mettere dei bei pupazzetti di gomma antistress come gadget in ogni macchina, secondo te, aiuterebbe? Così si prendono a pugni loro, che se ne stanno morbidosamente in silenzio, l’autista si sfoga e siamo tutti felici 😀

    • 17/03/2011 22:55

      Magari suonare il claxon fosse solo uno sfogo, magari capirei pure. Di fronte a me c’è una signora il cui genero tutte le volte che la viene a prendere, in qualsiasi ora, suona il claxon. Una volta, quando il bimbo era piccolo, lo suonavano insieme padre e figlio. Quest’uomo meraviglioso, che va sempre di fretta, una volta per andare di fretta mise sotto il cane della suocera. Uno spettacolo agghiacciante, me lo vidi in diretta, sono stato male per giorni. Costui è il prototipo dello stronzo claxonomane.
      I loro vicini di porta pure hanno ste abitudini: la figlia sposata viene a portare o a prendere la bambina di solito alle 3 del pomeriggio e pipiiiiiiiiiiiiiii Mammaaaaaa! Poi lascia la macchina in mezzo alla strada (abito in un parco, ma non vuol dire che sia consentito usare la strada come proprietà privata) e finalmente va a bussare al citofono, poi la mamma scende con la bambina, e stanno insieme a giocherellare, a fare cucci-cucci alla bambina (ovviamente facendo a gara a chi strilla di più fra nonna mamma e bimba) finché non se ne vanno.

  2. 17/03/2011 23:53

    Beh, considerata la passione per il clacson allora consiglierei come prossimo regalo di natale una bella copertina chiodata, che è super fashion e potrebbe risolvere un po’ di problemi… 😉
    Scherzi a parte, che pazienza ci vuole 😦

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